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S. Maria in Casale

I Camaldolesi si insediarono a Forlì nel 1200, in un terreno ricevuto in dono il 17 agosto in località Casale.
Nel 1202 l'abate di S. Mercuriale concesse al priore di Camaldoli la licenza di costruire edifici religiosi, sorserò così il monastero e la chiesa di S. Maria in Casale o Camaldolino.
Questi si trovavano nella zona della attuale via Maceri Malta, quindi ben distanti dalla città, ancora delimitata da quello che sarà il fossato vecchio.
Nel 1203 il Podestà di Forlì prese il monastero sotto la protezione del comune e concesse vari privilegi che furono causa di controversie sia con il monastero di S. Mercuriale che con il vescovo.
Con l'aspansione della città emerse la necessità di una parrocchia fuori porta e così il 2 febbraio 1258 l'abate di S. Mercuriale, Giacomo, concesse la costituzione in S. Maria di una  parrocchia con giurisdizione ordinaria sul Borgo Ravaldino nella zona compresa fra il fossatum noum e il fossatum Ramberti Bacellerij.
La Chiesa di S. Maria in Casale fu consacrata il 7 marzo 1266 dal vescovo Richelmo.
Nel 1584 i camaldolesi si trasferirono nel loro monastero di S. Salvatore dentro la città e così rovinò anche S. Maria in Casale, di cui rimase solo un tempietto, ora scomparso.
La parrocchia fu assorbita da quella di S. Antonio.