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S. Antonio Abate

Le prime notizie sulla chiesa risalgono al 1673 quando i PP.Carmelitani Scalzi acquistarono il terreno per fabbricarvi la loro chiesa e il convento. Ma è solo nel 1705 che venne incaricato Fabrizio Merenda, figlio del famoso Giuseppe Merenda, per l'amministrazione e l'esecuzione dei lavori.
Fino al 1732 si procedette all'esecuzione del progetto dello Scaletti, che si decise poi di abbandonare perché considerato troppo grandioso; venne così incaricato Giuseppe Merenda che mantenne il progetto iniziale della facciata con le ali semicircolari ed arretrate, diminuendo le dimensioni della chiesa. Assolutamente diversa la soluzione tecnico-estetica della cupola esterna e dello spazio interno. Nel 1778 la chiesa risultò conclusa nelle sue parti essenziali.
Agli inizi del '900, nel quadro del rinnovamento generale di Forli chiamata a rappresentare l'immagine fascista, anche la chiesa di s. Aritonio abate venne coinvolta affidando a Emilio Rosetti l'incarico della realizzazione del portale. Il Rosetti propose un portale di gusto barocco: lesene binate, poggianti su un alto piedistallo con capitello ionico, arricchito da festoni floreali; le coppie di lesene sostengono una trabeazione su cui poggia una centina spezzata da un paramento a targa sormontato da una cornice aggettante, al di sopra della quale è l'incorniciatura della finestra circolare che illumina l'ingresso. Il portale fu realizzato in graniglia di cemento con struttura interna di ferro.